Menu principale:
Laboratorio di scrittura e narrazione condotto e diretto da
Laura Curino
Da un progetto di
Cristina Manea
Assessorato alla Cultura del Comune di Schio
Fondazione Teatro Civico Schio
Testo di
Laura Curino
Luca Scarlini
Cristina Manea
Attori
Claudia Broccardo
Chiara D'Ambros
Alves Fraschetti
Maria Girotto
Cristina Manea
Caterina Romano
Erik Sortinelli
Vittoria Tomasello
Con la partecipazione di
Patricia Zanco
Foto di scena
Yurji Pevere



“Eravamo curiosi di sapere, volevamo entrare in quei luoghi che ci erano stati raccontati da piccoli, dai parenti che lavoravano “da Rossi”. Cosa si raccontavano le persone nelle osterie? Chi si pregava per chiedere una grazia? Che canzoni si cantavano? Chi erano gli operai della Lanerossi e quali storie attraversavano le loro vite? E tutti quelli che non lavoravano alla Lanerossi? Volevamo “ascoltare” quei luoghi per immaginare le voci, il rumore, l'odore degli opifici. Avevamo voglia di vedere Schio da quelle grandi finestre, anche se ora il paesaggio non è più quello di allora. E capire come tutto questo fosse avvenuto. L'incontro e il laboratorio con Laura Curino hanno permesso a questo nostro desiderio di diventare realtà e, a noi, di iniziare un percorso di studio sulla nostra città. Siamo lieti di raccontarVi quello che abbiamo fin qui scoperto”.
La storia non è che il racconto della vita degli uomini. La storia non è un concetto astratto, è memoria, ricordo, vita, calore, corpo, azione, respiro, movimento, emozione, sentimento.
La storia sono le persone prima di noi, e siamo anche noi.
Dal dizionario Garzanti della lingua italiana
storia [stò-
Perché questa citazione? Per mettere in rilievo come la storia personale di ogni uomo contribuisca a creare il tessuto sociale e come l'intreccio degli eventi non sia altro che l'operazione di tessitura della memoria, i cui fili sono fatti di una fibra viva e robusta.
Affinché le fibre si intreccino c'è bisogno di azione abile e sapiente, di operosità e memoria.
Il tessuto della nostra operazione teatrale si compone di elementi strettamente connessi tra loro, testi datati, archivi fotografici, opere storiche, ma anche testimonianze, interviste, racconti orali che impreziosiscono e colorano di vissuto il testo de “La Schio di Alessandro Rossi”.


Quello che ci è stato raccontato fin qui con tanta generosità ci ha incuriosito e ha fatto nascere l'esigenza di approfondire questa ricerca. E' difficile trovare persone disposte a raccontare, forse perché c'è un'idea diffusa dalle nostre parti secondo la quale parlare della propria vita sia argomento che non interessa nessuno. Al contrario questo lavoro ci ha dimostrato quanto sia appassionante ascoltare e trovare tracce della storia della nostra città nei racconti delle persone. Vorremmo chiedervi una mano. Molte famiglie della nostra zona sono state legate in qualche modo alla Lanerossi o all'industria laniera di Schio e dintorni. Forse anche nelle vostre famiglie qualcuno potrebbe essere così generoso da regalare la propria storia. Provate a chiedere ai vostri famigliari e conoscenti di raccontarvi la loro vita nella fabbrica. Cercate il filo del racconto: che cosa muove il ricordo nella persona che racconta? Scoprite quali tipi di persone emergono dai racconti; individuate la necessità che chi racconta ha di soffermarsi su di un particolare o un altro; trovate più nomi possibili di stoffe; il primo vestito che ricordate di aver messo, la prima volta che avete sentito parlare di tessere o filare; la stoffa più fantastica che conoscete; i riferimenti letterari all'idea del telaio. Se poi volete contribuire alla nostra ricerca, inviateci tutto così da poterci incontrare e parlare assieme perché le fibre della nostra storia continuino a tessere i ricordi e con essi il senso del presente.