Giocateatro Schio

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Il dono della farfalla

Progetti speciali


Chiara è una bambina che in un giorno di pioggia apre un libro e legge la storia di una farfalla con una sola ala; la farfalla non può volare e suscita un sentimento di pietà nella bambina, ma non è per nulla una farfalla arrendevole, e prende in contropiede Chiara (e tutti coloro che ascoltano) rivelando il senso profondo della differenza: la messa in gioco di altre risorse. Infatti questa farfalla non può volare, ma sa fischiare, e fischietta canzoni che divertono la bambina.
Il gioco sottile che si costruisce nel rapporto che si viene a creare tra le due darà vita ad una svolta decisiva nella loro vicenda di vita: la bambina che si vergogna di non saper disegnare sospinta dall'irruenza singolare della farfalla  darà vita all'ala che manca fornendo alla sua nuova amica " … un paio d'ali unico al mondo". La farfalla, provocatoriamente, le farà il dono della scoperta delle proprie reali capacità ed entrambe alla fine avranno alla fine qualcosa in più: il dono dell'esperienza, del confronto e della sorpresa di fronte a nuove possibilità.


Una ventina di ragazzi diversamente abili dai 14 anni all'età adulta, assieme ai volontari dell'Associazione contro l'Esclusione, e a Claudia Broccardo e Cristina Manea di Giocateatro Schio, danno vita sul palcoscenico a questo racconto attraverso i giochi teatrali sperimentati con loro in un laboratorio sull'idea della leggerezza, e mostrano come le emozioni provate dalla farfalla (e da loro), cioè rabbia, paura, noia e coraggio, si traducano in uno slancio vitale che opera il cambiamento: se non si può volare senza una sola ala, si può però volare disegnando ombre colorate dietro un telo con ombre cinesi, facendo roteare ombrelli in una corsa divertente che prende di sorpresa il pubblico, colorando un'ala di stoffa e stringendosi in un trenino colorato ballando una canzone di speranza, sollevando tutti insieme una farfalla verso il cielo che può provare per la prima volta l'ebbrezza del volo grazie alla forza dei suoi amici.
Alla fine del racconto smette di piovere e le nubi si portano via la tristezza e la compassione, lasciando il posto al nuovo che avanza: un sole che sorride, una lacrima che fa capolino dagli occhi: "il cielo è sempre più blu" e  sembra commozione, ma in realtà è una lacrima di felicità.

Cristina Manea
Giocateatro Schio


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