Spettacoli
dal romanzo di Guido Quarzo
testo e regia di Cristina Manea
drammaturgia di
Noemi Benetti, Claudia Broccardo, Maria Girotto e Cristina Manea
luci e fonica di Erik Sortinelli
dipinto locandina di Maria Zanotto
foto di Yurij Pevere
“Un giorno d’estate stavo in panciolle sulla mia sdraio, sotto l’ombrellone, quando ad un tratto mi sono accorta che di fianco a me una bambina con gli occhi leggermente a mandorla guardava il mare. Nel suo sguardo correva un cagnolino, passavano grandi nuvole bianche, un viso di nonna, biscotti e borsette blu da signora. Sul mare, in quel momento, presero a guizzare tanti pesciolini d’argento, velocissimi pesci-luce che diventavano uccelli. Allora ci siamo prese per mano e siamo corse a giocare tra le onde. Questo vi volevo raccontare”.
Cristina Manea
“Volevo scrivere una storia prendendo a modello i bambini e le bambine Down che ho conosciuto nella mia carriera di insegnante. Non certo per farne un testo di ricordi di scuola e tantomeno un trattato pedagogico: l’idea era semmai di approfittare della gamma di sentimenti che certe persone un po’ speciali riescono a mettere in gioco. Questi bambini sanno essere così dolci e aggressivi, così teneri e indisponenti, a volte così comici e spesso così disperatamente disarmanti che raccontare una storia con un protagonista Down mi è sembrato quasi inevitabile. Poi, mano a mano che procedevo con il racconto del viaggio di Clara, avevo sempre più l’impressione di descrivere molto semplicemente la condizione di bambino, di ogni bambino”.
Guido Quarzo